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Biografia professionale di Erica Rizziato

(CV europass di dettaglio )  

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La mia carriera professionale si è svolta in tre fasi principali, legate al trasformarsi delle esigenze che coglievo nei vari contesti lavorativi ed al delinearsi dei miei ambiti di interesse professionali

 

Prima fase: controllo qualità dei dati e dei processi, innovazione d’impresa e trasferimento tecnologico

Mi laureo nell’ 1988 in Scienze statistiche e demografiche presso l’Università degli Studi di  Padova  e inizio subito a lavorare presso la società di informatica delle Camere di Commercio Cerved s.p.a come statistico-programmatore, per occuparmi di modelli previsionali di consumo della CPU (central processing unit), di controllo qualità dei dati e di stime statistiche con l’utilizzo del sistema SAS, per la creazione di una banca dati di indicatori statistici di qualità.

Chiudo nel 1991 la mia collaborazione con Cerved  per occuparmi,  presso il consorzio universitario Padova Ricerche, di un’indagine sulle imprese innovative di Padova e successivamente  dello studio di fattibilità di un centro di servizi alle imprese per l’esportazione nel mercato unico europeo, mirante a fornire assistenza ed informazione sulla qualità di prodotto e di sistema (norme UNI EN ISO) e sulle necessarie certificazioni. Il progetto arriva alla fase di start up del centro e lo studio alla base del lavoro viene pubblicato nel libro edito da Francoangeli Verso l’internazionalizzazione dei mercati: norme, sistemi di certificazione di prodotto e di sistema qualità.   Per motivi personali nel 1993 mi trasferisco a Roma, dove nel 1994 vinco un concorso da ricercatrice a tempo determinato presso l’Istituto IRSIG di Bologna, per un progetto da realizzarsi in distacco presso il Ministero di Grazia e Giustizia. Il progetto, voluto da Giovanni Falcone, riguardava lo sviluppo di tecniche di analisi e controllo qualità dei dati provenienti dagli uffici giudiziari, in particolare per il monitoraggio del nuovo codice di procedura penale, prendendo anche in esame l’ottimizzazione della gestione organizzativa degli stessi e delle procedure operative secondo criteri di controllo di qualità. Il lavoro svolto, pubblicato nella collana dei Working Paper IRSIG è stato molto apprezzato dal Ministero di Grazia e Giustizia che mi ha proposto di continuare la collaborazione come consulente; in tale ambito ho anche preso parte alla Commissione per l’ottimizzazione delle rilevazioni in ambito giudiziario tra Istat e Ministero della Giustizia. Successivamente (1996) il lavoro su tali tematiche è continuato con il Dipartimento di teoria economica e metodi quantitativi per le scelte politiche, dell’Università La Sapienza, dove ho approfondito l’analisi della qualità dei dati ed ho elaborato delle proposte di miglioramento nelle rilevazioni, per ottimizzare la qualità dell’informazione. Il lavoro è stato pubblicato nelle edizioni di ateneo. (link al libro).

Dal 1995 al 1997 ho collaborato con il consorzio universitario Roma Ricerche in progetti di formazione e di innovazione per le imprese per il trasferimento tecnologico, in particolare per l’avvio dell’Innovation Relay Centre del Lazio, Abruzzo, Sardegna, (CIRCE), nodo per il trasferimento tecnologico di una rete transnazionale nell’ambito del programma europeo Innovation. In tale contesto assisto varie imprese in incontri internazionali per il trasferimento tecnologico e divento responsabile della qualità di Circe.

Nello stesso periodo (1996-1997) lavoro con Ecipa Lazio in attività di consulenza per la progettazione e gestione di corsi Total Quality Management, affiancando varie imprese nell’implementazione del sistema qualità.

Dal 1998 al 1999 collaboro con il Reparto V Rapporti con l’industria e servizi del Dipartimento Attività Scientifiche e tecnologiche del CNR,  come responsabile scientifico di vari progetti di innovazione per le imprese, nell’ambito del Programma Quadro di Ricerca dell’Unione Europea. In tale contesto divento membro del gruppo internazionale sulle tematiche ambientali, nell’ambito della rete degli Innovation Relay Centre, che si occupa di gestire le innovazioni nel settore.

 

Seconda fase: ricerca e sperimentazione di un approccio innovativo allo sviluppo organizzativo  nella direzione della Responsabilità Sociale d’Impresa

Fino a questo momento la mia esperienza si caratterizza nel continuo alternarsi di ricerca ed analisi di criteri per l’esame della qualità dei dati e delle informazioni in essi contenute e dell’analisi dei processi a monte; tali processi sono stati analizzati considerando il sistema organizzativo rispetto agli standard internazionali di qualità (ISO 9000) e successivamente alle teorie organizzative a livello internazionale e le loro applicazioni ai contesti di lavoro, sia per favorirne l’innovazione, sia per ottimizzare i processi esistenti.

Contemporaneamente riflettevo sul livello di efficacia e  qualità delle innovazioni sviluppate nelle organizzazioni con i finanziamenti europei per la ricerca.

Mi rendevo conto che gli strumenti di intervento elaborati a livello nazionale ed internazionale per l’innovazione organizzativa trovavano un concorde punto di criticità nella difficoltà a coinvolgere le persone ad attuare le innovazioni previste.

Quando nel 1999 vinco il concorso al CNR presso la Sezione Sistemi Qualità del Reparto V Rapporti con l’industria e Servizi del Dipartimento Attività Scientifiche e Tecnologiche, propongo quindi  un progetto di ricerca mirante ad individuare approcci innovativi per la motivazione del personale per lo sviluppo delle organizzazioni. Ritenevo infatti che il più importante centro di ricerca italiano fosse l’ambito privilegiato per tale tipo di ricerca.

Il progetto, ispirato alla ricerca-azione e denominato “Motivazione del personale per il miglioramento della qualità: verso un approccio europeo”  è stato finanziato da CNR e da Isfol ed ha visto coinvolti come partner,  l’Università di Torino con il Prof. Novara, la Fondazione olandese NPI e l’Università di Rotterdaam con il Prof. Bekman ed il Dott. Luijten, l’Isfol  con il Dott. Frigo, responsabile dell’area formazione, oltre a vari esperti nazionali in formazione e sviluppo organizzativo. Nel frattempo mi trasferisco presso l’Istituto CNR Ceris dove sviluppo il progetto, considerando le linee guida definite dall’Unione Europea, che attribuiscono particolare valore all’apprendimento continuo ed alle ricadute sociali, oltre che economiche, dell’agire organizzativo, per realizzare progressivamente il senso della responsabilità sociale dell’impresa. Uno degli obiettivi era cercare una “via europea” allo sviluppo organizzativo, cercando di elaborare un approccio che potesse incontrare in modo efficace la nostra cultura, rispetto a quelli comunemente usati, di ispirazione prevalentemente americana o giapponese. L’approccio elaborato, ispirato alla brillante esperienza di Adriano Olivetti in Italia e di B.C.J Lievegoed in Olanda, è stato sperimentato in vari contesti da un gruppo di esperti (dal 2002 al 2005);  tale percorso ha portato alla fondazione dell’Associazione Motiva, della quale sono stata vicepresidente, il Prof. Francesco Novara socio onorario ed il Prof.Adriaan Bekman presidente. Nella fase di sperimentazione e successivamente, sono state sviluppate convenzioni con aziende private nelle quali si è applicato l’approccio proposto e progetti che hanno portato ad applicazioni in vari ambiti tra cui lo sviluppo organizzativo, locale, il placement e la formazione.

Il progetto è stato documentato nelle prime fasi nel libro Etica dello sviluppo organizzativo e senso del lavoro: verso un approccio europeo  e alcuni ulteriori sviluppi metodologici in due working paper Ceris (WP 08/07 Sviluppo locale e leadership. Una proposta metodologica,  e WP 03/10 La Formazione-sviluppo per la creazione di moderne comunità lavorative).

Etica dello sviluppo organizzativo e senso del lavoro
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Terza fase: creazione di una rete di ricercatori, responsabili di organizzazioni pubbliche e private, associazioni, consulenti, che lavora con la metodologia della ricerca azione, per contribuire alla definizione di concettualizzazioni e prassi efficaci di Responsabilità Sociale dì Impresa e di rinnovamento del senso del lavoro (www.retelse.it )

Dopo lo sviluppo e le sperimentazioni dell’approccio elaborato dal progetto “Motivazione del personale per lo sviluppo organizzativo: verso un approccio europeo”  ho ritenuto importante  proporre confronti e riflessioni  in una ampia cerchia di ricercatori ed esperti. Ho promosso quindi progetti ed iniziative di collaborazione tra il Ceris, l’Associazione Motiva ed altre istituzioni pubbliche e private.

I vari progetti sono diventati l’ambito nel quale si sono elaborate nuove concettualizzazioni e miglioramenti metodologici per cercare di dare risposte concrete alla realizzazione della Responsabilità Sociale d’Impresa, secondo le linee guida proposte dall’Unione Europea. (6 giornate di ricerca azione).

Tali iniziative rientrano ad oggi nell’ambito della mia attività istituzionale del Ceris CNR, dove sono responsabile del modulo Metodologie per l’apprendimento adulto e le competenze trasversali nello sviluppo organizzativo (Commessa Formazione innovativa :metodologie, politiche, valutazione) e della linea di ricerca Metodologie di ottimizzazione degli strumenti di sviluppo organizzativo e locale (Commessa Impresa e Sviluppo Locale). In tale contesto il mio lavoro si ispira alla ricerca azione, in quanto condivido la visione di Kurt Lewin, che sosteneva che una realtà sociale si può conoscere se si prova a trasformarla.

Dopo circa 7 anni di attività l’Associazione Motiva si è sciolta in una rete di professionisti che a vario titolo e in diversi contesti propongono elementi dell’approccio sviluppato.

Nell’ambito della mia attività al Ceris CNR continuo a collaborare con alcuni di tali professionisti e ricercatori ed ho recentemente attivato una rete più ampia (www.retelse.it), raccogliendo l’interesse di molte organizzazioni con le quali, a vario titolo, ho collaborato in questi anni. Intento comune è l’elaborazione di forme di cambiamento socialmente responsabili, foriere di un rinnovamento culturale nelle organizzazioni e nei territori.

I partecipanti alla rete condividono l’idea che si possa parlare di etica dello sviluppo organizzativo nella misura in cui si coinvolgono ed attivano le persone nelle strategie di sviluppo e soprattutto che esso debba essere guidato da ciò che crea l’identità ed il senso sociale di un’agire organizzativo, ossia creare prodotti e/o servizi utili alla società; si propone quindi un forte orientamento alla rivalutazione dell’economia reale.

L’attivazione della rete ha lo scopo di esplorare sistematicamente la domanda sociale di cambiamento in varie ambiti e di valutare a mano a mano gli approcci più adatti a sperimentare conseguenti innovazioni. 

Le tematiche dello sviluppo organizzativo,locale, della formazione e del placement, vengono quindi affrontate ora dai vari punti di vista ed esigenze rappresentate dalle organizzazioni partecipanti, in un ampio quadro multidisciplinare (tra cui soprattutto approcci sistemici, complessità, costruttivismo, teorie evolutive dell’uomo e dell’organizzazione, psicologia sociale, approcci personalistici,  antropologia economica, andragogia e apprendimento adulto).

 

 

 

 

 
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